Articoli su Corse al Trotto, Corse di Cavalli, Corse Ippiche, Articoli dal mondo dell'Ippica.

Ombra
Logo Quelli del Trotto

Attribuiti gli “Oscar” del Trotto 1955

Riuscita serata promossa a Milano dall'E.N.C.A.T.

Ugo Berti, direttore di “Trotto Italiano”, sul numero del 7 febbraio 1956, descrive la serata organizzata dall’Encat durante la quale il presidente Renzo Orlandi consegnò i riconoscimenti ai migliori esponenti dell’anno 1955. Dalle parole del Direttore esce un’immagine stupenda del mondo del trotto, ancora pervaso da quella passione che era il motore principale di tutto il sistema e, comunque, affiancato anche da un’attenzione ai “valori etici del Trotto”, oggi ancora esistenti ma, purtroppo, da molti dimenticati.
-----------------------
“Serata degli “Oscar” potremmo chiamare la manifestazione promossa sabato sera dall’Encat a Milano al termine di un pranzo offerto nelle sale di un noto ritrovo cittadino. Oscar del Trotto, cioè innanzi tutto consacrazione ufficiale dei risultati del Campionato internazionale 1955: con la consegna della Coppa d’oro e delle relative medaglie e con il corollario degli altri premi per sunteggiare, nel riconoscimento dei più meritevoli, tutta l’attività dell’annata. Manifestazione dunque dal significato più ampio di una comune cerimonia ufficiale, mediante la quale l’Encat ha voluto rendere testimonianza di una sua intima partecipazione alle vicende del trotto, sul piano del sentimento e dei valori ideali.
L’idea è stata felice, ed ancora più felice l’interpretazione personale che ne ha data Renzo Orlandi a nome dell’Encat. Orlandi, prima che il Presidente, è soprattutto lo sportivo di antica data e di nobile tradizione, l’uomo che avendo raccolto nel nome di Modena e di Tito Giovanardi una vera eredità di spirito, rappresenta meglio di ogni altro il raccordo fra passato e presente e l’unione del trotto al di sopra di ogni tendenza nel simbolo di un’unica bandiera. Orlandi si è trovato perfettamente a suo agio, perché al di fuori di ogni bardatura formale ed ufficiale, esprimeva sentimenti e pronunciava parole che gli uscivano direttamente dal cuore. Con il linguaggio familiare che lo distingue ha avuto accenti tanto patetici quanto sinceri: innanzi tutto ha voluto porgere il saluto dell’Encat, come espressione di amicizia sportiva ed ha ricordato che su questo piano Trotto e Galoppo sono fratelli, perché perseguono l’identica meta di potenziare l’allevamento e di portare il cavallo italiano alle maggiori conquiste. Consegnando poi la Coppa d’oro al sig. Cagnoni, in rappresentanza della scuderia Maurantonio, si è detto lieto che il premio ambito andasse a due giovani rappresentanti di quella passione romagnola che nel romagnolo Romolo aveva trovato il suo interprete perfetto.
Romolo era uno dei personaggi di rilievo della serata: così rappresentativo nella sua chioma bianca e nel suo comportamento un po’ compassato, ha avuto, quando gli è stata consegnata la medaglia come guidatore di Zibellino, una toccante manifestazione di stima e di affetto: e felice è stato anche da parte di Orlandi, il richiamo a Cencio che così bene continua la tradizione paterna.
Padri e figli, passato e presente: esempi di un vincolo che si tramanda come una fiamma, ecco salire agli onori della ribalta Ettore Barbetta e Raffaele Zamboni. Quasi coetanei, entrambi oltre gli ottanta, ma ancora in gamba, lucidi, attivi, partecipi delle vicende della pista, quasi a dar prova, anche fisicamente della sanità e della vitalità del trotto. L’Encat ha voluto forgiare per loro due piccoli ferri da cavallo d’oro, fulgidi come la loro carriera sportiva, prodiga di esempi e di frutti nel campo della dedizione alla professione e dell’amore all’allevamento. Erano commossi, i due anziani, di una commozione che prendeva un po’ tutti: perché, guarda il caso, a testimonianza di un’ideale continuità della loro opera, i figlioli Mario ed Orlando figuravano al loro fianco, essi pure facendo parte della schiera dei premiati nella serata. “Oscar della cavalleria” per Mario ed Orlando, unitamente ai colleghi Ruggero Verardi e Romeo Mescalchin, per aver concluso l’annata senza incorrere in sanzioni disciplinari: esempio di ammirevole correttezza e di perfetta osservanza delle leggi sportive.
L’Encat – questo il significato della riunione – voleva essere vicina a tutti coloro che hanno ben operato per le fortune del trotto. Ed in modo particolare vicina agli allevatori che devono essere additati come i primi artefici delle nostre conquiste. Compito lieto, figurando tanto più fra i premiati una gentile signora: la n. d. Margarita Albarelli Bozzoli che ha avuto da Duart, primatista assoluto europeo fra i puledri di due anni, il riconoscimento più ambito della sua grande e proficua passione. Assisi, il cavallo più veloce forgiato dal trotto nazionale, donava un indimenticabile Oscar a Piero Giovannini, che ha lasciato con la sua coraggiosa e lungimirante iniziativa una traccia indelebile nella storia del nostro sport. E Tiro, che detiene nell’annata il record degli anziani, riaffermava i diritti della “marca” più famosa e più nobile del nostro allevamento: quella del conte Orsi Mangelli.
Veniva poi il turno di Sergio Brighenti, capolista nazionale dei guidatori. Ma poiché Sergio era forzatamente assente, impegnato dalla trasferta parigina, lo sostituiva la “controfigura” Dante, molto conscio di tanto onore.
Infine anche i “puri” avevano il loro momento di gloria. Festeggiatissimo Arrigo Bergami riceveva dalle mani di Orlandi la grande coppa d’argento riservata al vincitore del Campionato Gentlemen e Dilettanti. A termine di regolamento la coppa avrebbe dovuto essere biennale: per cui il vincitore dell’anno precedente, “Citti” Zamboni, sarebbe stato tenuto a restituire quella già in suo possesso per trasferirla nelle mani dell’acerrimo rivale Arrigo. Ma pensando al… dolore di un simile distacco Orlandi si commuoveva: e strappando al ragionier Antinori, rigido custode del bilancio, l’assenso per una spesa eccezionale, pensava bene di lasciare a “Citti” quello che era di “Citti” e di dare ad Arrigo quello che era di Arrigo, approntando all’uopo un’altra coppa nuova di zecca…
Quesi i punti salienti di una festosa serata che è stata onorata da uno stuolo di elette personalità del nostro ambiente. Fra le quali il gen. Piéche in rappresentanza dell’Unire (il comm. Spinelli non era sfuggito all’epidemia di febbre influenzale che infesta Roma), il col. Bessero, presidente del Jockey Club, il marchese Fassati, presidente, e l’ing. Gardenghi, vice presidente della Sire, il cav. Zanasi, il comm. Bonetti, il rag. Antinori, l’ing. Grassi, il dott. Cacciari, eccetera
Alla serata degli Oscar non è dunque mancata una cornice ufficiale, e si è avuto il naturale corollario di altri discorsi. Ma è stata, ripetiamo, soprattutto una riunione intima, che ha avuto il merito di riproporre e di rinsaldare i valori etici del Trotto, quelli che soli possono sostenere e spronare il nostro cammino.
b.”


Pubblicato sul sito in data: 2011-04-08

Vai all'archivio degli Articoli >>>

QUELLI DEL TROTTO S.A.S. DI VIERI BERTI & C.
Via Novoli, 3 - 50026 San Casciano Val di Pesa (FI)
e-mail: info@quellideltrotto.it - vieriberti@quellideltrotto.it - antonioberti@quellideltrotto.it
P. IVA 04751210487 | Privacy

Ombra