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Carrara e la riscoperta di Agrione

Ascanio Carrara, sotto le stanghe di un barroccio del suo paese, Ponte Buggianese, ha riscoperto Agrione e, in pochi giorni, ne ha fatto il suo beniamino. Agrione è stato comperato da Ascanio Carrara, insieme al signor Ciappi, si può dire… a peso, tanta era la considerazione in cui lo teneva il “trasportatore” che lo aveva in proprietà. Come era accaduto che Agrione era finito sotto le stanghe di un barroccio soltanto alla tenera età di tre anni? E’ presto detto: Agrione, che è figlio di Agrio, il gregario di lusso di Birbone, e di Denia, è nato presso l’allevamento di Omero Baldi. Da puledro apparve come una rivelazione e Omero lo vendette per una cospicua cifra a un proprietario del Sud. Agrione, però, non si ritrovava sull’anello di Agnano e in men che non si dica, fu rispedito da Omero. Fu iscritto un paio di volte ma, non riuscendo ad essere portato in condizione, fu nuovamente ceduto. I Baldi ci fecero una croce su e lo dettero a un barrocciaio di Ponte Buggianese per i normali lavori di trasporti leggeri. Il resto è fatto di pochi mesi orsono. Carrara aguzzò la vista (e ci ha visto bene), prese Agrione, lo allenò, lo presentò. Alla terza uscita venne la prima vittoria e poi un’altra e un’altra ancora, in categoria migliore. Agrione ora va da 1.23, si batte con onore fra i migliori della generazione e c’è da sperare – lo dice il “Giangia” – che in primavera progredirà ancora.
Paolo Lucchesini

Dalla rubrica: “Ribalta delle Mulina”, su “Trotto Italiano”, n. 10, 25 gennaio 1962


Pubblicato sul sito in data: 2010-01-28

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