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MONTECATINI, CONTINUA LA GRANDE ASCESA

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Domenica riapertura al “Sesana"

Un articolo di Doppio P, illustre firma di “Trotto Italiano”, celebra la riapertura estiva dell’ippodromo del Sesana con uno sguardo riconoscente verso coloro che, nel passato, hanno dato un fondamentale contributo alla crescita esponenziale dell’impianto della Val di Nievole (da "Trotto Italiano, 14 luglio 1956, pag. 3)
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Questa domenica riapre Montecatini e nell’ippodromo inondato dai fari si specchieranno quelle altre luci che scendono diritte, diritte da Montecatini alto; festa di luci, di colori e di cavalli trottatori. E tanti ricordi che riaffiorano alla memoria, tante care nostalgie. Noi anziani non abbiamo dimenticato l’ippodromo assolato, polveroso di quaranta e più anni fa, quando era un atto di coraggio presenziare ad una riunione di corse nelle più calde ore della giornata e tuttavia alla domenica il “Sesana” rigurgitava di folla venuta dalla provincia e magari da più lontano per assistere alle corse dei trottatori. Puledri ed internazionali, erano parte integrante di una giornata che iniziava con la “bevuta” alle fonti miracolose, continuava con la “mangiata” tradizionale che si ripeteva al ritorno dalla pista, e concludeva alla sera, con i molteplici divertimenti che non potevano mancare in una Montecatini sin da allora, ritenuta regina delle stazioni termali e che avevano il maggior riferimento con gli spettacoli operettistici al Kursaal dove era di stanza una grande compagnia, Maresca oppure Marchetti. Erano, quelli, i tempi in cui i dirigenti di Turro ed il sciur Peppino Sesana avevano stretto il patto d’acciaio Milano-Montecatini, l’uno per l’altro, entrambi per l’avvenire del nostro sport; un avvenire magari molto nebuloso perché proprio per tirare avanti, occorreva stringere la cinghia; ma insomma se non altro si preparava il terreno per la successione che non poteva mancare, quella della S.I.R.E. Eravamo ancora nei primissimi anni della prima guerra mondiale e prima che venisse la seconda, quella più terribile, Montecatini aveva già risolto il problema della illuminazione, quella del comfort che aveva trovato in Tino Triossi un valido assertore…
Poi, dopo la guerra, dopo la morte del comm. Sesana, dopo il rispetto che legava l’ippodromo alla volontà del comm. Triossi primo, ammirevole valorizzatore, ecco finalmente la definitiva sistemazione con la creazione della Società Gestione Ippodromo di Montecatini Terme, Presidente l’ing. Nico Castellini, Vice Presidente il comm. Triossi, consigliere delegato, il cav. Carlo Zanasi e consiglieri l’ing. Branchini e Mario Locatelli. Il grosso apporto finanziario, la trasformazione nel giro di pochi anni, dell’ippodromo: rifatta la pista, costruiti nuovi box, inaugurato dapprima il grande bar a terrazze digradanti verso la pista, infine costruita una tribuna modernissima con tutti i possibili comfort moderni, alla quale portò il suo validissimo contributo e la sua intelligenza l’arch. Vietti Violi, esperto in materia, di fama internazionale… Ed in questi ultimi anni potenziato a dovere il programma di Montecatini e con il concorso della Azienda di cura, del Comune, trasformato il vecchio ippodromo in un luogo di delizie, degno veramente della simpatica cittadina delle acque, meta costante di visitatori di tutto il mondo. Nelle serate di Gran Premio la folla dei villeggianti delle spiagge del Tirreno si riversa all’ippodromo odorante di fiori, pieno di salute e di vita e quel vecchio sogno dei nostri pionieri di portare Montecatini nel rapporto del nostro caro sport, alle tradizioni delle grandi stagioni estere, estive, specialmente quelle austriache di ante guerra, risolto per il meglio. Da anni Montecatini è diventata, unitamente a Cesena che serve il pubblico di altre sponde, uno splendido intermezzo per le riunioni strametropolitane che nelle serate del più caldo mese dell’anno debbono forzatamente chiudere i battenti… Senza soste lo sport del cavallo da corsa.
Nostalgia del passato e la nostalgia più cocente l’avremo quest’anno per la mancanza di coloro che a Montecatini diedero tutta la loro attività appassionata; Tino Triossi e Mario Locatelli che ci hanno lasciato per sempre, ma il cui ricordo rimarrà imperituro nel cuore di chi sa quanto essi hanno fatto per il bene dello sport; sono partiti, lasciandoci l’impegno di ben continuare, ed in profondità, la loro opera fattiva… Sia Triossi che Locatelli amavano Montecatini; l’uno e l’altro appena potevano venivano in Val di Nievole, un po’ magari a curarsi, molto per vedere la loro opera svilupparsi in profondità. Il “nostro” Mario che l’anno scorso il Comune volle nominare cittadino onorario, era un profondo amico di Montecatini; diceva: questa è la mia vacanza… ma era una vacanza per modo di dire; sempre attivo, sempre attento, sempre desideroso di migliorare l’ippodromo e l’organizzazione delle corse; pensava, e lo diceva, che il giorno in cui si sarebbe ritirato dalla S.I.R.E. (era una bugia perché uomini della sua fibra, non si ritirano mai, muoiono, se necessario, al tavolo di lavoro) avrebbe eletto a suo domicilio Montecatini, splendida ed accogliente in ogni stagione dell’anno… Già l’anno scorso la sua forzata assenza ci aveva lasciato una ombra di perplessità, ma si riteneva che la forte fibra avrebbe avuto ragione del male; purtroppo il male ha prevalso; non lo vedremo più, come non vedremo più il comm. Triossi; certamente però i loro spiriti aleggeranno nelle serate d’importanza, sostegno e sprone per coloro che sono rimasti, con sulle spalle una gravosa eredità… Uomini comunque di provata abilità e passione e che continueranno l’opera degli scomparsi nel segno che era la loro bandiera: continuare e migliorare ancora, sempre, come era nelle loro precise direttive.
Ricordo la sera della prima edizione del Gran Premio di Montecatini: 1953, con quel drammatico finale in cui Tryhussey strappava la vittoria a Birbone… C’era stato un temporalone, proprio al momento dell’inizio delle corse che aveva tenuto lontano una parte del grosso pubblico; tribuna tuttavia (era ancora quella “ancien régime”) colma oltre il credibile, ma voi sapete gli organizzatori; ne avrebbero voluta di più di gente; insomma quell’acquazzone non ci voleva. Ma a rincuorare i pavidi, il “nostro” Mario ad assicurare che il battesimo dell’acqua non guastava, a ricordare che tutte le grandi prove milanesi, dal Commercio, al Milano, al Sempione l’avevano avuto, questo battesimo, alla loro primissima edizione e quindi era un motivo bene augurante per il seguito… Parola d’oro; le altre edizioni del Gran Premio tutte allietate dal sereno della notte lunare, con il successo straordinario che tutti conoscono.
Domenica riapre Montecatini per la stagione 1956; sarà un grande successo di pubblico e di sport ed i presenti avranno nel cuore la nostalgia di coloro che sono partiti per sempre; gli organizzatori, nel sangue la volontà degli spiriti Eletti che li rincuoreranno, li inciteranno a continuare come sempre hanno fatto, più ancora, perché il successo continui, assurga a note sempre più alte come era nella mente e nel cuore di chi non è più!
DOPPIO P



Articolo di Doppio P per l'apertura della stagione estiva 1956 al Sesana

Pubblicato sul sito in data: 2011-08-03

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