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Riviviamo l’edizione 1956, l’unica vinta da Vivaldo Baldi

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CHECCO D’EUROPA

Domenica 26 febbraio 1956: è il giorno del Gran Premio d’Europa, che sarà poi vinto a grossa sorpresa da Checco Pra, improvvisato con grandissima classe da quel genio delle redini lunghe che è stato Vivaldo Baldi. Nel racconto di Antonio Berti, pubblicato sul n. 97, anno XIII del 25 aprile 2009 di “Trotto&Turf”, riviviamo insieme uno dei tanti momenti epici di questa classica milanese, sicuramente uno dei gran premi che costituiscono l’ossatura principale della storia del nostro trotto.
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In questa ippica dei nostri giorni nella quale, diciamocelo francamente, si sono persi i punti fondamentali di riferimento e regna (vogliamo essere buoni?) un po’ di confusione, per ricaricare le batterie della passione, giù di corda anche loro, fa bene dare uno sguardo al passato. E il premio d’Europa è l’occasione buona per cercare, nella sua lunga storia – data di nascita 1928 – episodi simpatici e curiosi che hanno costellato la storia di questa basilare classica internazionale del trotto italiano.
Così abbiamo scelto l’Europa del 1956 che fu riportato, contro tutti i pronostici, da Checco Pra, improvvisato all’ultimo momento da Vivaldo Baldi. E non fu la gloria di un giorno.
Ma veniamo ai fatti. Domenica 26 febbraio 1956 era in programma a San Siro il Premio d’Europa, appunto, che allora si correva sui 2500 metri. Fatta eccezione per Donatello, Derbywinner 1955, c’erano tutti i migliori della generazione 1952 e, in particolare, il classico Boccaccio, colori nero-granata, Gay Song, scuderia Castelverde, dominatrice del Nazionale, l’ultimo grido Ittrio, vincitore del San Siro con i colori della Kyra e la guida di Sergio Brighenti, Osimo, con Romolo Ossani, ma, soprattutto, c’era una squadra agguerrita di francesi capeggiati da Index, poi una serie di comprimari fra i quali, appunto, Checco Pra, Invernone e anche un certo Tornese che, però, all’ultimo momento, non fu dato partente. E il “Trotto Italiano”, in sede di pronostico, per la penna di Doppio P., scelse Ittrio davanti al francese Index affidando la sorpresa ad Osimo.
Questo il campo della corsa e le previsioni. Ma cosa successe di curioso nelle ore precedenti l’evento? Successe che, dalla Toscana, salirono a Milano Omero Baldi e il figlio Vivaldo e con loro i Fontana di Lucca, proprietari della Scuderia Lidia, per un incontro molto importante con Brenno Venturi, proprietario di Checco Pra. Regista di tutta l’operazione fu Omero, detto “Cincerina”, che, nelle vesti di talent scout, stravedeva per Checco. Un soggetto che, secondo il parere di Omero, avrebbe fatto furori con in sulky Vivaldo, detto “Diecione”. E non aveva torto, il vecchio Omero.
In cosa consisteva l’operazione? Nell’acquisto di Checco Pra o, meglio, nella compartecipazione della proprietà del figlio di Mighty Ned, che era partente nell’Europa con il numero uno. L’affare fu fatto, ma quel giorno, dati i tempi ristretti per gli iter burocratici, Checco corse ancora con i colori di Brenno Venturi. Ma chi era Checco? Figlio di Mighty Ned e Greta Garbo, quindi consanguineo di Toni Pra, un soggetto che frequentava con successo i free for all dell’epoca, cresciuto alla grande scuola di Alessandro Finn, Checco era un buon cavallo, con tante vittorie all’attivo in buona categoria, ma nell’unico impegno classico, nel San Siro del ’55 vinto da Ittrio, steccò. E in proposito, sul “Trotto Italiano” del sabato precedente la corsa, Doppio P. scriveva: “….e Checco Pra è pure un puledro che non manca di numeri e lo ha detto con la serie di successi ottenuti: tuttavia, quando ha tentato il confronto classico, Premio San Siro, non ha avuto fortuna; forse una cattiva giornata…” Insomma un outsider. Altro particolare, in quell’Europa Finn schierava tre suoi allievi: Gay Song, con la guida del trainer driver russo, Invernone, in proprietà del sig. Sonnino Bergami, affidato al figlio Lamberto, allora valente gentleman, e Checco Pra, dato partente con Orlando Zamboni e sostituito all’ultimo momento da Vivaldo.
E la corsa? Gay Song sbagliò in partenza come Boccaccio, andò in testa Danubio Blu seguito da Invernone con all’esterno Battifiacca, guidata da Casoli e compagna di colori di Ittrio, i francesi provarono l’assalto, ma senza esito perché in evidente difficoltà sulle curve e Checco, che aveva trovato posto a centro gruppo, venne via solo all’inizio del chilometro finale seguito come un’ombra dal favorito Ittrio. All’inizio dell’ultima curva, però, Ittrio “toccò” con un anteriore il ruotino del sulky di Checco e sbagliò. A quel punto Vivaldo aprì le braccia e Checco si liberò del coraggioso Danubio Blu, passò in testa e si isolò fino al traguardo vincendo di una decina di metri su Invernone e su un grande Boccaccio. Ecco cosa scrisse Doppio P. sul numero di “Trotto Italiano” di martedì: “… Un urlo di disappunto accoglie la disavventura del favorito (Ittrio ndr) e questo urlo dà quasi il segnale per un tentativo di fuga che Vivaldo, vista la disgrazia del rivale, effettua con Checco Pra… che se ne va sulla curva finale alla maniera di Birbone…Checco Pra, se pure ha avuto fortuna, ha vinto in uno stile che non ammette troppe discussioni. Vivaldo Baldi lo ha magnificamente improvvisato…”.
Una vittoria nel segno di “veni, vidi, vici”. Vivaldo aveva visto il cavallo per la prima volta solo la mattina di quel 26 febbraio, lo aveva sgambato fra la prima e la seconda corsa e lo guidò con grande fiducia, anche per la buona presentazione di Checco che gli aveva fatto Finn. Grande improvvisatore fu Vivaldo, un catch driver ante litteram. Gli riuscirà anche nel 1957 con la vittoria di Seduttore nel Derby. Dimenticavamo: Checco pagò al toto ben 330 per 10. E per Checco, appunto, non fu la gloria di un giorno. Checco, pur battuto da Gelinotte nel Fiera, si confermò nel Triossi su Tornese e Ittrio e, da anziano, fra gli altri, si impose nel Ghirlandina, dando la gioia del primo gran premio al giovane Nello Bellei, e nel Città di Montecatini. Storie belle di altri tempi sulle quali merita far memoria.
Antonio Berti



checco pra e vivaldo baldi a Napoli

Pubblicato sul sito in data: 2011-04-21

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