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Sabato si inaugura il nuovo ippodromo di Roma. Premio Tor di Valle (L. 10 milioni, metri 2100)

Battesimo di campioni

Ed ora dobbiamo relegare in soffitta tutte le critiche. D’accordo che altro stile e altro fasto potevano ornare questa “vernice”, come altra festosa luminosità poteva donarle la primavera. D’accordo che la folla anonima doveva vivere una giornata signorile e allegrante che avrebbe diffuso lusinghieri commenti e aperta simpatia per Tor di Valle. Ma tant’è: inutile, allora, ricalcare lo stampo dei se e dei ma. Pensiamo piuttosto al nostro trotto, uno sport che ha l’ardore della conquista, uno sport così generoso da elevarsi al di sopra di ogni rischioso frangente. Sarà gran signore ugualmente il nostro trotto, nel primo giorno di Tor di Valle.
Chi ricorda il primo giorno di Villa Glori, a fine del lontano 1925, dice che allora la situazione era presso che identica: e che l’asso indigeno Napoleone non fu capace di trottare meglio di 1.28. Un’inaugurazione come si sia senza il balenio di un auspicio; eppure, il trotto su quel terreno di Villa Glori riuscì ad avvincere Roma; e riuscirà dunque ad “imporre” anche Tor di Valle che con i suoi spazi e la sua opulenza gli porge il destro per sviluppare i temi più eletti.

Nuovi orizzonti
E’ un avvenimento la migrazione verso Tor di Valle, essenzialmente nell’aspetto tecnico. Villa Glori aveva sì il pregio di essere nel cuore della città, ma era ormai troppo angusto per uno sport che chiedeva strada cominciando ad affermarsi nel mondo. Tor di Valle consentirà invece battaglie più ardite, più autorevoli responsi con la sua pista di un chilometro; e una volta sistemato in ogni sfumatura, sarà un ippodromo che risponderà ad ogni esigenza moderna.
Ma dicevamo di questa nuova pista che sembra abbia un fondo di perfetto gradimento per gli attori e che, pur circondata da un anello per il galoppo, è ancora “vicina” agli spettatori che potranno così seguire con nitidezza le vicende e viverle intimamente. I mille metri di percorso sono poi una garanzia di regolarità e uno sprone alla selezione. E’ questo il fatto nuovo più importante: Roma s’affianca ora a Milano per arricchire di spunti tecnici le contese e per contribuire sostanzialmente al progresso.

Questo è il trotto
Un così arioso palcoscenico i nostri trottatori lo meritavano. Sempre pronti, sempre scattanti, a loro si addice un chiaro riconoscimento: per loro quello che, agli albori di Villa Glori, era uno sport-cenerentola, appare agli albori di Tor di Valle uno sport moderno, vivissimo, con un suo spiccato stile. Lasciateci parlare di stile: il trotto, portato in un ambiente adeguato come Tor di Valle, saprà ancor meglio rivelare i suoi pregi: risalteranno ritmo, compostezza, eleganza, risalterà ancor più il timbro della battaglia. E questi sono pregi che nessuno potrà disconoscere perché hanno avuto l’avallo e il gradimento della folla.
Gli unici eredi del cavallo da carrozza, con il loro passo a tambur battente che vibra nell’impeto della lotta, sanno ancora esaltare e commuovere: i loro atteggiamenti, sculture in movimento, sono un omaggio alla bellezza e al coraggio. E anche dall’umiliazione di una “rottura” può nascere talvolta il capolavoro: quante corse trascinarono all’entusiasmo proprio perché campioni come Cancannière, Gélinotte, Tornese riscattarono un “errore” superando se stessi in una formidabile rincorsa?
Sospinto sempre più in alto dal favore della folla che ha mostrato di prediligere un’espressione estetica preziosamente fusa con l’ardore del cimento, il trottatore entra trionfante a Tor di Valle che è idealmente una delle sue mète e che costituirà il fondamento per altre epiche avventure e per una probabile ascesa di valore mondiale.

Altalena d’emozioni
Quali attori, per questa discussa e attesissima “première”, si potevano desiderare se non i protagonisti assoluti del 1959? Il trotto, fra le sue attrattive, ha anche quella di presentare al pubblico i suoi campioni in un ricchissimo e lungo carosello, in un’alterna e incessante altalena d’emozioni e di sorprese. Oggi l’uno, oggi l’altro al traguardo, stagione dopo stagione, d’estate e d’inverno, con il sole splendente e con la sferzante pioggia, in una sfumata gamma di variazioni e in un infinito fervore di nascoste risorse: sono così i campioni del trotto.
Il Gran Premio che apre la strada di Tor di Valle con la sonante fanfara di dieci milioni, si chiama Tornese, si chiama Icare IV e Crevalcore. E’ il classico incontro alla pari, sulla media distanza, come il Gran Premio delle Nazioni: la formula più equa, più attuale nell’ambito del trotto europeo. S’inserisce fra il “Nazioni” e l’“Amérique” con nuove prospettive, con nuovi fascini. Pensate come possono cambiare le cose nel giro di un mese, nel giro di una corsa. Alla vigilia del Gran Premio delle Nazioni i preventivi erano tutt’altri; oggi il giuoco delle parti si è capovolto e porta i grandi interpreti a cimentarsi con rinverdite energie morali e materiali; nelle lunghe storie fra i più eminenti portacolori del trotto nazionale s’aprono altre pagine.

Gli assi del giorno
Tornese è ritornato lo splendente “sauro del giorno”: non si sono ancora spenti i clamori della sua acclamatissima gesta nel “Nazioni” e i consensi dell’ultimo vittorioso duello con Crevalcore in suolo napoletano. La nobile alleanza fra l’alfiere di Portichetto e Sergio Brighenti, esaltata a furor di popolo milanese, è la più bella espressione sportiva, generosa e romantica, che una corsa oggi può offrire.
Ma chi può credere che Crevalcore, Vivaldo Baldi, la scuderia “Val Serchio” e i toscani tutti soggiacciano al “brucio” delle due ultime sconfitte? Perché la gran festa di Cesena non può ripetersi? Che diàmine… Crevalcore ha sempre da dire la sua parola, è lì che freme nella brama di ritornare sullo scottante discorso…
Non parliamo poi di Icare IV e della scuderia Jesolo. Quel numero di steccato sorteggiato a Tor di Valle gli ha reso giustizia: la sorte, che lo trascurò a Milano relegandolo all’estrema corsia e ad una corsa proibitiva, oggi lo ha posto in evidenza: e Icare IV, il cavallo impassibile, specchio di tempra d’acciaio, potrà difendere a Tor di Valle la sua “chance” apparendo, se non al comando, certo nella sfera vitale della contesa.
E qui entra in lizza l’ospite d’onore, il 4 anni americano Silver Song che è un primaserie. Non si guardi al suo Gran Premio delle Nazioni disputato forzatamente in condizioni sommarie; si guardino piuttosto i suoi riferimenti americani e si ricordi che questo agile corridore ha battuto, seguendo Trader Horn, sia Tornese che Icare IV nella seconda corsa disputata dai nostri portacolori in USA, sui 2011 metri. E’ un’insidia, Silver Song, è l’enigma per tutti: la sua punta di velocità, affiorata nel Premio Modena e ora sicuramente più “registrata”, può incidere profondamente la vicenda. Lo guiderà Orlando Zamboni.
Ugo Bottoni, il prediletto del Sud, non poteva non essere presente al gran richiamo di Tor di Valle. Il popolare Ugo affronterà l’ardua lizza con encomiabile spirito inserendo tra i fuoriclasse internazionali il 4 anni Nievo della Scuderia Santipasta. E’ gradita questa costante e intensa ricerca dei giovani per affiancarsi ai formidabili anziani; ed è sempre importante seguire il contegno di Nievo: la sua audacia è significativa, sottintende una leale sportività ed è degna di plauso.
Jamin, invece, non ci sarà. E perderà così un’altra occasione per adornare la sua ricchissima corona di quella importante gemma che ancora gli manca: una vittoria in suolo italiano. Il dominatore di Parigi rinuncia dunque al grande assalto; preferisce attendere, diplomaticamente, gli avversari a Vincennes. La sua assenza, perciò, indica in un certo senso che Jean Riaud considera troppo rischioso il confronto di Roma, specie dopo la sconfitta di Milano; e, di conseguenza, pone bene in vista il valore sommo dei trottatori che si contenderanno il primo lauro di Tor di Valle.

Vincerà lo sport
Un drappello essenziale di grandi interpreti sarà dunque nell’arengo: e ciascuno con vivaci sfumature polemiche, con altere ambizioni che levitano da una classe maiuscola, dall’acceso scintillio dello stile più eletto. Ma come si comporteranno questi frementi gladiatori della pista? E’ probabile che Tornese giuochi una carta decisa sin dal via. E’ probabile che Silver Song, altrettanto lesto nell’avvio, punti tutto sull’“a fondo” conclusivo. Ma Icare IV e Crevalcore, fino a qual momento “staranno a guardare”? E quali piani attueranno contro il risorto Tornese? Ecco le domande alle quali non si può rispondere e che ammantano di alea la corsa: una corsa “imprevedibile”, tanto più che si snoderà su terreno incognito per tutti. Una corsa che può avere il pronostico appuntato, nell’eco del Gran Premio delle Nazioni, su TORNESE e su Icare IV ma che può risolversi nelle più svariate immagini.

In queste inquadrature potenti e attanaglianti i trottatori vanno alla conquista di Tor di Valle e vinceranno la loro battaglia. Vinca chiunque, vincerà il trotto anche se l’ippodromo non potrà accogliere i campioni e la folla in tutto il suo fulgore. L’impegno, per gli artefici di Tor di Valle, era particolarmente arduo e molti fattori hanno contribuito a non completare l’opera per il dì dell’inaugurazione, nonostante l’interessamento tenace del dott. Turilli e l’animosa dedizione dell’ing. Birago direttore dei lavori. I desideri di tutti erano ben altri; però, in questo giorno in cui i campioni del trotto e molte fra le nostre più illustri scuderie verranno alla ribalta luminosamente nel nome puro dello sport, auguriamo di cuore al dott. Turilli, che assume la regia di questo importantissimo impianto, di riuscire a portare alto, nel ricordo esemplare di Tino Triossi, il nome di Tor di Valle, in un cammino ricco di iniziative, di affermazioni e di successi come è stato il cammino di Villa Glori.
luigi miari

Da “Trotto Italiano”, Anno XIV, n. 103, giovedì 24 dicembre 1959

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Questo scriveva Luigi Miari nella presentazione del convegno di apertura del nuovo impianto di Tor di Valle e del Gran Premio di inaugurazione, che portava, appunto, il nome del neonato impianto capitolino. Un doveroso ricordo per un ippodromo che non sta vivendo un momento particolarmente felice e che, nel giorno di Santo Stefano, compie il suo primo mezzo secolo di vita.


Pubblicato sul sito in data: 2009-12-23

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