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NAPOLI: Iperide bruciato a fil di palo dal sempre più convincente allievo di Ubaldo Baldi – Terzo Pitigliano Bi
E’ l’11 giugno del 1978, il piccolo ma scattante Aiglon, plasmato con cura e mestiere dal grande Ubaldo Baldi, dopo una serie di buoni risultati nei “centrali” toscani e romani, tenta l’avventura nel “Città di Napoli” e fa centro, battendo con un finish micidiale, un eroico (e grande favorito) Iperide in 1.19.7, quindi abbattendo per la prima volta – nella classica napoletana – il muro dell’1.20 (già superato nel 1963 da Steno, ma sui 1700 metri, con il tempo di 1.19.8, e poi da Danzica, nel 1974, in 1.18.8, ma sui 1680 metri). Riviviamo la sua impresa rileggendo l’articolo di Mario Aldrelli pubblicato su “Trotto Sportsman” di martedì 13 giugno 1978, sicuri, con questo ricordo, di fare cosa gradita ai tanti fans dell’indimenticato “Ubaldino”.
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Domenica 11 giugno
(tempo bello – terreno buono).
Un caldo opprimente ha influito in maniera negativa anche sul rendimento dei cavalli, sì che da quest’edizione è scaturito soltanto il record della corsa, l’anno scorso stabilito da Foggetta con 1.20.3, ma non della generazione su distanza media, che il vincitore Aiglon ha soltanto uguagliato, da 1.19.7.
Aiglon è stata la sorpresa e davvero sorprendente è apparso il suo mezzo giro finale, percorso al largo, se si considera che nello stesso tratto, Siginda ed Iperide, in lotta, sono andati da 38.5. Un Aiglon sicuro, rapidissimo, dotato di allungo e di serietà che lo fanno ritenere tutt’altro che una meteora. S’è notata, anche la grande sicurezza di Ubaldo Baldi nel portarlo in avanti, dalla pattuglia arretrata, già ad 800 metri dal traguardo, puntando risoluto sui primi. Il driver toscano ha conservato ad Aiglon lo speed per battere nei pressi della meta Iperide, che aveva avuto ragione di Siginda. Un buon cavallo, Aiglon, certamente, il padre essendo il già noto Gil Hanover, parecchi prodotti del quale si son visti correre con profitto qui ad Agnano. Del resto, Aiglon aveva già mostrato mezzi notevoli a Tor di Valle.
Sconfitto Iperide, di poco, dopo aver giocato il suo ruolo di “cavallo da battere” con più che vigoroso comportamento. Al largo già dopo 300 metri dal via, avendo subìto rallentamento iniziale per l’errore di Arum di Noè che gli partiva davanti, il forte baio oscuro dell’allevamento La Bambolaccia è andato deciso ai fianchi di Siginda, leader succeduta a Primo dei Rossi in 400 metri, in modo da assumere il controllo della gara. Al primo km in 1.20.8, Siginda ha fatto seguire il secondo in 1.18.9, reagendo con coraggio agli attacchi di Iperide. E poiché gli ultimi 800 metri sono stati cronometrati, per la leader, in 1.00.8, si può dedurre che l’impegno di Iperide è stato considerevole. Il figlio di Quick Song, ha accusato lo sforzo nella fase decisiva, soccombendo, non senza lotta, al più vigoroso allungo di Aiglon. Sconfitta onorevole, dunque, siglata dalla stessa media di Aiglon 1.19.7, che vale certo qualcosa di meno: Albonetti, infatti, ha cronometrato 2.38, chilometro conclusivo 1.17.5, giustamente recriminando l’avvio in seconda fila che gli è costato perdita di terreno iniziale determinante. Tenendo conto che il numero gli era toccato per la presenza di cavalli la cui partecipazione è stata del tutto platonica, come era facile prevedere, si conclude che sarebbe utile esaminare l’opportunità di una selezione preventiva anche per questo tipo di corse dall’etichetta ‘classica’.
Terzo posto ad un inatteso Pitigliano Bi: sempre defilato lungo il guard-rail, l’allievo di Terracino è sortito preciso nell’epilogo a battere l’ormai esausta Siginda, ottenendo nuovo record di 1.19.8. Quarta ancora Siginda, serissima e positiva, a nuovo limite di 1.19.9.C’è da recriminare, poi, l’eliminazione di due concorrenti attesi con giustificato interesse: Cayal, che ha sbagliato dopo il primo mezzo giro passando ultimo, e Castiglione, che ha sciupato una bellissima gara al seguito di Iperide con errore in zona traguardo, quando era ormai terzo.
Gli altri avevano poco o nulla da pretendere e lo hanno dimostrato. Non ha partecipato Dimoté a causa di attacco febbrile.
Mario Aldrelli
Sesta corsa: GRAN PREMIO CITTÀ DI NAPOLI
– L. 15.000.000, metri 2060
1.AIGLON m b 3 Gil Hanover ed Evening, all. Ginevra
(2060 Ub. Baldi), in 2.44.2 1.19.7
2.Iperide (2060 F. Albonetti), 1.19.7
3. Pitigliano Bi (2060 G. Terracino), 1.19.8
4. Siginda (R. Leoni), 1.19.9
Primo dei Rossi (2060 C. Silvestri), 1.20.3
Brunato (Gab. Di Rienzo), 1.20.8
Endicott (Giu. Di Rienzo), 1.20.9
Arum di Noè (2060 S. Cicognani), r.p.
Cayal (2060 F. Milani), r.p.
Castiglione (2060 M. Rivara), r.p.
Dimoté: ritirato sul campo
L. 15.000.000, 6.600.000, 3.600.000, 1.800.000 e L. 6.000.000
agli allev.
Tot.: V. 73, P. 19-14-33, A. 80, D. 44
Città di Napoli 1978
Pubblicato sul sito in data: 2011-06-08
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