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Storia di un primato

Sessantacinque anni di ascesa del trotto nazionale

DON CHISCIOTTE, c. b. nato nel 188…. di origine non accertata. Appartenente al cav. Giuseppe Rossi. (Vienna, 13 maggio 1886, G. Rossi, m. 1629 a sella – 5.a prova) in 1.36.5
BERTA, f. gr., nata nel 1881 da Young Performer II (roadster inglese) e Valle, friulana o.s. Appartenente alla Società Antenore (Faenza 1887, X…) in 1.39.4
DON CHISCIOTTE (vedi sopra). Appartenente alla Società Antenore (Faenza, 8 luglio 1888, Aristide Tamberi, m. 1609 – 2.a prova), in 2.39.3, 1.39
FAVORITA, f. b. nata nel 1879 da The Gun I (roadster inglese) e Vittoria irlandese o.s. Appartenente al sig. Ricciardo Bonetti (Faenza, 12 luglio 1888, X, m. 1609 – 2.a prova), in 2.37.6, 1.38
DON CHISCIOTTE (vedi sopra). Appartenente alla Società Antenore (Faenza, 15 luglio 1888, X, m. 1609 a sella), in 2.36.7, 1.37.4
DON CHISCIOTTE (vedi sopra). (Pistoia, 25 luglio 1888, A. Tamberi, m. 2000), in 3.10.5, 1.35.2
ARMIDA, f. b., nata nel 1894 da Nagrad, russo, e Scilla da Young Performer II (roadster) e Fabbris, friulana. Appartenente alla Società Antenore (Parma, 30 maggio 1889, A. Tamberi, m. 1609), in 2.32.4, 1.34.8
CONTE ROSSO, m. b. o. nato nel 1885 da Elwood Medium 2.24.3/4 (Happy Medium) e Wertlawaya, russa, da Lobel. Appartenente alla Società Antenore (Ravenna, 24 maggio 1890, G. Rossi, m. 1609 – 3.a prova), in 2.31, 1.33.8
CONTE ROSSO (vedi sopra). (Faenza, 5 giugno 1890, G. Rossi, m. 1609, 3.a prova), in 2.30.6, 1.33.6
CONTE ROSSO (vedi sopra). (Faenza, 5 giugno 1890, G. Rossi, m. 1609, 4.a prova), in 2.29.2, 1.32.8
CONTE ROSSO (vedi sopra). (Brescia, 22 agosto 1890, G. Rossi, m. 1609, 2.a prova), in 2.28.4, 1.32.3
CONTE ROSSO, nel 1891 a Vienna portà il suo record su 1100 metri a 1.26.8.
GRUPPO, m. s. nato nel 1885 da Gourko, 1.31, russo (Podarock) e Guglielmina p.s. Appartenente al barone Alberto Roggieri (Bologna, 16 giugno 1882, Debbia?, m. 3258), in 5.01, 1.32.3 (Nel 1891 a Faenza avrebbe segnato 1.30, performance non controllabile).
GRUPPO (vedi sopra). (Vicenza, 4 settembre 1892, Debbia?, m. 2562), in 3.56.2, 1.32.2
GRUPPO (vedi sopra). (Firenze, 14 maggio 1893, Debbia?, m. 1609), in 2.26.4, 1.31
ASPASIA, f. m., nata nel 1889 da Hambletonian 2.26.1/4 (Florida) e Chetcheta, russa, di razza Tomboff. Appartenente al barone Alberto Roggieri (Vicenza, 27 agosto 1893, Debbia, m. 1609 – 4.a prova), in 2.22.2, 1.28.4
ASPASIA (vedi sopra). (Lucca, 15 settembre 1893, Debbia, m. 1829), in 2.39.8, 1.27.3
MESSALINA, f. b. o., nata nel 1886 da Gourko 1.35, russo (Podarok) e Eridania, da The Gun I (roadster inglese) e Elisa o.s. Appartenente al signor Egisto Tamberi (Faenza, 12 luglio 1899, E. Tamberi, metri 1609 – 2.a prova), in 2.20.4, 1.27.3
DIXMA, m. b., nato nel 1902 da Atlantic 2.17.1/4 (Almont) e Febea, da Gourko 1.31, russo (Podarok) e Ferrara, da Sackoback (roadster) e cavalla indigena. Appartenente ai sigg. Vertua e Gerini (Bologna, 10 giugno 1899, Gerini, m. 1609 – 2.a prova), in 2.19.2, 1.26.5
DIXMA (vedi sopra). (Verona, 11 marzo 1900, Gerini, m. 1609 – 2.a prova), in 2.18.8, 1.26.3
ARLECCHINO, m.b., nato nel 1895 da Van Tassel 2.28.1/2 (Crittenden) e Lola 1.34.8, da Lucifero 1.38.4 (Gourko, 1.31, russo) e Emma, da The Gun I (roadster inglese) e Letounia (russa). Appartenente a Lady Hambletonian (Firenze, 8 maggio 1902, E. Barbetta, m. 1609), in 2.17, 1.25.2
ARLECCHINO (vedi sopra). (Bologna, 23 maggio 1903, Debbia, m. 1739), in 2.27.8, 1.25
ARLECCHINO (vedi sopra). (Bologna, 28 maggio 1904, G. Piccinini, m. 1699), in 2.22.2, 1.23.6
ARLECCHINO (vedi sopra). (Faenza, 19 giugno 1904, G. Piccinini, m. 1609), in 2.13.8, 1.23.2
PIRON, m. m., nato nel 1911 da Colonel Kuser 2.10.3 (Stranger) e Dalila, da Hamward 2.12.1/2 (Mambrino 2.21.1/4) e Marghera, da Hambletonian 2.26.1/4 e Fenice, da Elwood Medium 2.24.3/4. Appartenente al sig. Teodosio Bellini (Bologna, 4 giugno 1916, C. Montalti, m. 1609), in 2.13.4, 1.22.9
AMA B., f. b. o., nata nel 1913 da Botha 1.25.6 (austriaco) (Caid 2.07.1/4) o Excellenz 1.29 (austriaco) (Bingen 2.06.1/4) e Abnet 2.10.3/4, da Ambassador 2.21.1/4 (George Wilkes 2.22) e Emblem, da Empire e Puss, da Magna Charta. Appartenente alla scud. Trevisana (Bologna, 26 maggio 1918, G. Cappellari, m. 1609 – 2.a prova), in 2.13, 1.22.7
AMA B. (vedi sopra). Appartenente ai sigg. Lisi e Barillari (Montecatini, 29 agosto 1920, A. Ossani, m. 1609), in 2.12.8, 1.22.5
AMA B. (vedi sopra) (Bologna, 20 settembre 1921, A. Ossani, m. 1609 – 2.a prova), in 2.11.8, 1.21.9
DIAVOLONE, m. gr., nato nel 1915 da Jockey 1.20.3 (francese) (Azur 1.35) e Princess Xenia 2.13.1/4, da Jay Bird (George Wilkes 2.22) e Maria K., da Stranger e Anneke Jans, da Joung Jim. Appartenente ai sigg. Gargiulo e Tamberi (Bologna, 25 settembre 1921, N. Branchini, m. 1689 – 2.a prova), in 2.17.2, 1.21.2
AMA B. (vedi sopra). (Bologna, 21 maggio 1922, A. Ossani, m. 1679), in 2.16.4, 1.21.2
LORD QUINTO ROMANO, m. m. o., nato nel 1931 da Lord Ellerslie 2.08.1/2 (Lord Dewey 2.03.3/4) e Berenice 1.26 da Flotas 1.30 (Adkin) e Baccante, da Prince Ingomar 2.12.1/2 e Maud the Forest 2.28.1/4, da The De Forest 2.22.1/4. Appartenente alla scud. Giolli (San Siro, 19 marzo 1935, G. Fabbrucci, m. 2040), in 2.45, 1.20.9
AULO GELLIO, m. r., nato nel 1932 da David Guy 2.05.1/2 (Guy Axworthy 2.08.3/4) e The Ripples 2.11 da Peter the Great 2.07.1/4 (Pilot Medium) e Lady Ripples 2.13.1/2, da The Tramp e Paronella, da Parkville. Appartenente all’Allevamento Roma (San Siro, 22 dicembre 1935, D. Fabbrucci, m. 2000), in 2.40.6, 1.20.3
AULO GELLIO (vedi sopra). (Bologna, 8 giugno 1937, D. Fabbrucci, m. 2100), in 2.48.6, 1.20.3
AULO GELLIO (vedi sopra). (Bologna, 13 giugno 1937, D. Fabbrucci, m. 1700), in 2.16, 1.20
CICLOPICO, m. b. o., nato nel 1933 da San Trona 1.24.6 (San Francisco, 2.07.1/2) e Capena, da Jockey 1.20.3 (francese) (Azur) e Ekota 2.12, da J. Mc Kerron 2.07.1/2 e Miss Latell 2.11.3/4, da Mc Quillin 2.17.1/2 e Lady Atell. Appartenente al barone Carlo Gautier (Napoli, 24 aprile 1938, G. D’Errico, metri 1700), in 2.16, 1.20
AULO GELLIO (vedi sopra). Appartenente alla scud. Maiani (Napoli, 24 aprile 1938, D. Fabbrucci, m. 1720), in 2.17, 1.19.8
FILIBUSTIERE, m. b., nato nel 1936 da The Laurel Hall 2.06.1/4 (Peter the Great) e Calumet Clancy 2.09.3/4 da Truax 2.03.1/2 e Dillworthy (Axworthy). Appartenente al conte Paolo Orsi Mangelli (Milano, 28 luglio 1941, V. Antonellini, m. 1620), in 2.07.1, 1.18.5
INVERNO m. b., nato nel 1938 da The Laurel Hall 2.06.1/4 (Peter the Great) e Calumet Clancy 2.09.3/4 da Truax 2.03.1/2 e Dillworthy (Axworthy). Appartenente al conte Paolo Orsi Mangelli (Bologna, 10 maggio 1942, V. Antonellini, m. 1600), in 2.05.1, 1.18.2
BAYARD m. b., nato nel 1946 da Mistero 1.18.8 (Prince Hall 2.00.3/4) e Guastalla 1.24.6 da Augias 1.20.1 (germanico) e Rosella 1.25.4 da Ravageur 1.23.9 (francese) e Volante 2.14 (Peter Volo 2.02). Appartenente alla scuderia Tevere (Ravenna, 24 maggio 1951, U. Bottoni, m. 1640 – 2.a prova), in 2.07.9, 1.18.1
ORIOLO m.s., nato nel 1951 da Pharaon 1.22.8 (Ramses 1.23 e Babiole 1.27 da Pro Patria 1.27 e Neva da Dangeul e Devise da Senlis). Appartenente alla scuderia Kyra (Milano, 25 aprile 1955, S. Brighenti, metri 2100), in 2.43, 1.17.7

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BAYARD HA CEDUTO LO SCETTRO AD ORIOLO

Oriolo ha detronizzato Bayard. Per la prima volta il trotto nazionale ha varcato la soglia proibita dell’1.18: la mèta lungamente agognata del Gran Premio della Fiera si è unita ad una più alta e più gloriosa conquista.
L’1.17.7 di Oriolo rappresenta l’ultima tappa di una lunga evoluzione, ultima in senso cronologico ché il nuovo balzo apre altri orizzonti e vuol essere inteso non come punto limite ma come sprone ed incitamento per l’avvenire.
La storia del primato assoluto italiano che vi sottoponiamo, risale al finire dell’ottocento ed i dati relativi sono dovuti alla paziente ed amorosa ricerca dell’avv. Alberto Moroni. Dalle pagine dei vecchi annuari riemergono gli antichi nomi per ammonirci sul cammino compiuto. Don Chisciotte e Berta sono gli antesignani del periodo delle origini, nel segno tipico del “roadster” e delle buone cavalle friulane. Conte Rosso ci riporta ad Elwood Medium; dal senatore Breda al barone Roggieri ritornano i nomi degli antichi pionieri, con Arlecchino ci viene incontro l’eterno femminino di Lady Hambletonian prima espressione della forza tuttora viva e moderna delle “signore del trotto”. Il fenomenale Arlecchino di Lady Hambletonian che nel giugno del 1904 trotta alla strepitosa velocità di 1.23.2 non è più alla luce dell’epoca attuale, l’eccezione che fa gridare al miracolo, ma il cavallo che nella sua epoca segna la strada dell’avvenire ed indica all’allevamento indigeno le mete future. Superare il limite di Arlecchino risulterà una impresa ardua e faticosa ma dopo dodici anni Piron, con il suo 1.22.9 riuscirà nell’intento. Ed il cammino prosegue, sempre più bello e più difficile: rosicchiando lentamente decimi di secondo giungeremo nel 1922 all’1.21.2 di Ama B., poi, dopo una sosta di ben tredici anni, toccheremo e varcheremo con Aulo Gellio la porta d’oro dell’1.20. E siamo ormai al periodo delle grandi importazioni americane, all’avvento delle Budrie ed alle imprese dei campioni del conte Orsi Mangelli: il 18.5 di Filibustiere, il 18.2 di Inverno.
Con il limite di Inverno l’evoluzione sembra arrestarsi, segnare il passo, fissare un’epoca. Sarà la guerra, sarà la ripresa: Mistero, cavallo “nazionale” segnerà nuovamente la strada ma il limite di Inverno resiste ad ogni assalto. Finché nel maggio del 1951, dopo nove anni di attesa, sarà proprio un figlio di Mistero, Bayard, quasi ad eternare i motivi ideali del nostro risveglio, a detronizzare Inverno per un solo decimo di secondo.
Sono passati solo quattro anni ed anche il record di Bayard è crollato. Il vecchio campione cede al giovane Oriolo lo scettro del primato, sceso ad 1.17.7 e per di più conquistato con il crisma splendido della vittoria e sulla distanza di 2100 metri.
Registriamo il fatto con immenso orgoglio. Il trotto non sosta, il cammino ascensionale prosegue. Rileggendo l’elenco del primato assoluto italiano, dai nomi romantici di Don Chisciotte e Berta alla realtà nuova di Oriolo, anche una punta di commozione è giustificata.
Ugo Berti

Da “Trotto Italiano”, 30 aprile 1955

Pubblicato sul sito in data: 2009-12-04

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