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Venti anni

Sono trascorsi venti anni! Venti lunghi anni volati così come un soffio! … Eppure sembra di ieri la prima riunione nella “Latteria Starace” quella riunione nella quale pochi amici sorretti dalla comune fede costituivano la Società affidandone la Presidenza al Marchese Michele Ruffo Della Scaletta.
In quella piccola saletta della Latteria Starace pochi benemeriti vi accendevano la fiaccola o forse, meglio, alimentavano la fiamma che in Napoli non si era mai spenta.
Sembra di ieri anche quell’altra prima riunione di Consiglio di Amministrazione tenuta sotto la Presidenza del Duca di Bovino, l’insuperabile Presidente per antonomasia, succeduto al Marchese Ruffo, riunione che tenemmo, non avendo ancora una sede, al “Casino dell’Unione” ed alla quale intervennero tutti i Consiglieri, i fratelli Salvatore e Antonio Spinelli, il Principe di Gerace, il Conte Moncada, il Marchese Giovanni Diana, il Comm. Oscar Pastore, il Conte Filippo Caracciolo di Schiavi e l’infaticabile Segretario Comm. Michele Romano.
Imprigionando l’entusiasmo, con l’aridità delle cifre dei bilanci, trepidavamo tutti; eravamo preoccupati per le sorti e lo sviluppo dell’Ippodromo, per il passo che si andava a compiere, ma il dado fu tratto ugualmente; il coraggio e la fede dei fratelli Spinelli superarono ogni ostacolo e il grande disegno vagheggiato per una vita intera da Raffaele Ruggiero, fu tradotto in concreta realtà.
Arrivammo così alla prima riunione di galoppo.
Tutta Napoli era all’Ippodromo.
Ai vecchi tiri a quattro, alle carrozze di caccia si erano sostituite solo le prime lussuose macchine. La vecchia tradizione delle Corse al Campo continuava e continuava anche nella foggia dell’abito, nelle ricercate toilettes delle Signore, nel thigt e cilindro grigio non invano portati da Marcello Orilia, con quella elegante disinvoltura che gli era propria – indimenticabile figura di gentiluomo e di sportivo Napoletano – che fungeva in quella prima riunione da giudice di arrivo.
Alla lunga, feconda, Presidenza del Duca di Bovino subentrò nel 1947 quella del Marchese Casati Staza e successivamente quella del Comm. Maurizio Bettoia.
Dal 1951 la benevolenza degli amici volle che fossi io, tanto immeritatamente, ad ereditare il mandato dei tenaci pionieri, di coloro cioè, che superando ostacoli, diffidenza e controversie non comuni riuscirono con la sola forza del loro entusiasmo a costruire ed avviare sul binario della regolarità, sul binario della perfezione tecnico-agonistica la nostra creatura.
Oggi l’Ippodromo di Agnano grazie alla passione e competenza dei suoi dirigenti, Comandante Libero Perlini, Ing. Luigi Hammeler, Ing. Guglielmo Belgo e Comm. Michele Romano, arricchito da un modernissimo impianto di luce per le corse serali, vive la sua vita ma ha pur sempre bisogno di combattere e vincere altre battaglie.
Da allora ad oggi che siamo chiamati a celebrarne il ventennale, sulla impostazione di chi ci ha preceduto, abbiamo cercato di camminare sempre più avanti.
Vada quindi oggi più che mai memore e grato il pensiero a chi ci additò la strada da seguire, ma specialmente poi alla memoria di quei pionieri presenti purtroppo solamente in ispirito.
Mentre formulo l’augurio di uno sviluppo sempre maggiore sento di dover esprimere tutta la mia gratitudine agli attuali dirigenti, alla Stampa Sportiva, sempre generosa di consigli e suggerimenti,ai Commissari, alle scuderie, ai proprietari, agli allenatori, al personale tutto, nonché ai funzionari, impiegati, dipendenti ed operai dell’Ippodromo.
Un grazie speciale al pubblico napoletano.
Al generoso sportivo pubblico di Napoli nostra sulla cui passione si può sempre contare per il raggiungimento di mete future.

TOMMASO LEONETTI
Presidente della Società Ippica
Villa Glori-Agnano
Da “AGNANO. Anni 20”. Rivista – Numero unico, Giugno 1955 (supplemento programma Società Ippica Villa Glori-Agnano) per il G. P. DELLA FONDAZIONE

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Altri tempi, proprio altri tempi… Un pugno di appassionati si fece carico della costruzione e dell’amministrazione di un ippodromo per dare sfogo alla propria passione e a quella di tutti i napoletani e così, il 2 giugno del 1935, nacque l’ippodromo di Agnano. All’epoca la voce “contributo impianti” non esisteva, ma forse loro, pur non rinunciando al loro ruolo di “mecenati”, riuscivano a guadagnare lo stesso…

Pubblicato sul sito in data: 2009-12-01

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