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Premio d'Inverno 1956

Il 16 dicembre del 1956, esattamente 53 anni fa, si disputò a Milano il Premio d’Inverno. Questa classica aveva una grande importanza nel calendario ippico nazionale perché, alla fine dell’anno, proponeva un confronto fra i 3 anni, che partivano allo start, i 4 anni, che si avviavano a venti metri, e gli anziani, indigeni ed esteri, che partivano a -40. Naturalmente, in pista c’era la “crema” delle varie leve. La formula, azzeccatissima per quei tempi, sarebbe oggi improponibile, dato che i nostri 3 anni, quelli buoni, specie a fine annata, non hanno difficoltà a coprire la distanza in 2.28/2.29 e, pertanto, sarebbe molto difficile trovare soggetti in grado di rendere 40 metri a giovani di quel calibro. Ma torniamo a quel lontano Premio d’Inverno nel quale scendeva in campo il meglio del trotto europeo, in particolare la francese Gelinotte, con Charlie Mills, il campione indigeno di quei tempi, Oriolo, con Sergio Brighenti, l’emergente Tornese, con Mario Santi, fresco vincitore del “Nazioni”, la svedese Smaragd, con Sören Nordin, l’altro indigeno Checco Pra’, con Vivaldo Baldi, l’americano della Ticino, Home Free, con Orlando Zamboni, la francese della scuderia Sandra Herodiade III, con Walter Baroncini, e le giovani speranze di 3 anni – classe 1953 – Cellini, con William Casoli, Brigantino, con Odoardo Baldi, e il Derbywinner Capriccio con Alfredo Cicognani. Il pronostico e le scommesse si orientarono, e non poteva essere diversamente, su Gelinotte, Tornese ed Oriolo, mentre i giovani furono snobbati. Ma in retta d’arrivo, dopo una corsa molto combattuta e guidata per gran parte da Cellini, poi in crisi, il più efficace nella fase conclusiva fu Oriolo che, approfittando anche di un danno al rotabile di Tornese, emerse deciso, ma non fino in fondo. Infatti Capriccio, che per tutto il percorso Alfredo Cicognani aveva tenuto appostato in scia a Cellini, nel tratto conclusivo della retta d’arrivo trovò un varco all’interno del sauro della Kyra e lo battezzò a fil di palo. Ma perché abbiamo scelto proprio questo gran premio d’Inverno? Perché lo riteniamo uno dei più belli per la spettacolarità dell’arrivo, un arrivo che vide tutti insieme sul palo ben sette cavalli e ve li segnaliamo nell’ordine in cui si classificarono sul filo: Capriccio, Oriolo, Home Free, Smaragd, Checco Pra’, Gelinotte e Tornese. Per il vincitore Capriccio, in pista per i colori del Comm. Sonnino, la quota al tot fu di 125 per 10 e il ragguaglio fu di 1.20.3. Ma erano altri tempi. Meno veloci, ma certamente molto, ma molto più belli di quelli di oggi.

Pubblicato sul sito in data: 2009-12-15

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